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Quell’innata voglia di imparare

Ogni essere umano possiede in sé il bisogno intrinseco alla conoscenza.

La “Teoria della Curiosità Epistemica”, elaborata da Berlyn (1971), considera proprio la spinta a sapere e ad apprendere come un bisogno innato e universale, esempio ne è la naturale tendenza di ognuno ad esplorare l’ambiente circostante. Il comportamento esplorativo, infatti, oltre ad essere frutto della curiosità, porta in sé il desiderio di sentirsi competenti ed efficaci.

L’esperienza dei successi e degli insuccessi vissuti nel corso delle esperienze e degli apprendimenti, permette al bambino, così come all’adulto, di sviluppare un certo senso di padronanza e di autoefficacia.

Nel caso specifico dei bambini, se questi vengono sostenuti nella loro possibilità di sperimentarsi, potranno vivere le occasioni per sviluppare obiettivi di competenza, mettendosi alla prova per il piacere e il gusto di imparare e acquisire conoscenze, senza necessità di approvazioni esterne o consensi.  Questi obiettivi, permettono ai bambini di affrontare le situazioni nuove come sfide, in cui cimentarsi e mettersi alla prova per rinforzare il proprio senso di efficacia: l’esperienza e l’esercizio delle abilità che si sviluppano, produce nei bambini un’esperienza emotiva positiva che rinforza i successivi tentativi di padronanza. Sul versante opposto, quei bambini che non vengono incoraggiati a sperimentare e mettere alla prova le proprie capacità, resteranno dipendenti dal bisogno di ottenere rinforzi esterni e tenderanno ad evitare situazioni e compiti nuovi e complessi, come anche la possibilità di dimostrare a se stessi le proprie capacità.  Ogni esperienza di apprendimento sarà, in questo caso, finalizzata a mettere in mostra le proprie abilità e saranno caratterizzate dal timore di sbagliare e sentirsi perciò incapaci.

L’esperienza dell’apprendimento coinvolgente e stimolante, in grado di predisporre situazioni nuove, complesse e tali da rendere possibile l’esercizio del pensiero divergente e creativo, diventa pertanto fondamentale all’interno di qualsiasi contesto sociale ed educativo.

Unicità dell’apprendimento

Nell’ambito educativo è indiscutibile l’importanza di riconoscere le peculiarità di ognuno, bambino e adulto, poiché, solo in questo modo, è possibile tenere conto delle diverse modalità di apprendimento e valorizzare, di conseguenza, le inclinazioni personali. Alcune di queste, infatti, inadatte ad alcuni contesti, potrebbero essere una risorsa valida e un punto di forza in altre situazioni.

Parlando di differenze individuali, risulta riduttivo riferirsi a queste come a semplici abilità. Più ricco è, invece, il concetto di “stili cognitivi”, ovvero la tendenza, piuttosto stabile e continuativa, ad utilizzare una certa modalità o strategia per elaborare il contesto e/o delle informazioni.

Le occasioni di apprendimento, all’interno delle quali possono trovarsi i bambini e gli adulti, devono, per tale motivo, garantire la maggiore variabilità di stimoli e canali di espressione e di comunicazione, al fine di rendere flessibile e plastico il modo con cui ogni persona interagisce e si adatta all’ambiente.

Essere consapevoli dei diversi “stili cognitivi” e del proprio, vuol dire essere in grado di utilizzare la migliore strategia a seconda del compito e della situazione in cui ci si trova. Ciò non fa altro che arricchire e consolidare il senso personale di efficacia, la fiducia nelle proprie capacità e abilità e, di conseguenza, l’autostima.

Perché educare con l’arte

La tendenza a creare è propria di ogni essere umano: ogni soggetto avverte l’impulso disinteressato a fare cose originali da tentarsi per la prima volta. Tale istinto creativo deve essere preso in considerazione all’interno del processo educativo. La creatività  estetica  investe  l’insieme  delle  esperienze  sensoriali, razionali e immaginative attraverso cui il soggetto interagisce con l’ambiente circostante, appropriandosi, percettivamente, cognitivamente e affettivamente, della realtà naturale e culturale, nella pluralità di forme e colori, profumi e sonorità che la caratterizzano. L’attività creativa diventa un’occasione di confronto con gli altri, dunque un momento di socializzazione e crescita nel gruppo, nonché  possibilità di sviluppo del senso estetico.

Pertanto attorno al complesso tema dell’educazione ricorre sempre il concetto della creatività: la personalità creativa poggia le basi sul pensiero divergente, un pensiero che si pone continuamente domande sulla realtà e non si accontenta delle risposte scontate, razionali.

L’uomo creativo, capace di atti integralmente umani, alla ricerca costante della propria identità, ha bisogno di strumenti sempre nuovi di comprensione della realtà: ecco che l’educazione alle varie forme artistiche, come la musica, la lettura animata, la scrittura creativa, il teatro, la fotografia, ecc …, permette a tutti i soggetti, bambini e adulti, di venire in possesso di modalità e strategie  che consentono un approccio alla conoscenza più ricco e completo.

L’arte è una delle manifestazioni più significative e tangibili della creatività umana.

L’educazione artistica, nelle sue varie declinazioni, si dovrebbe sviluppare per tutte le età dell’uomo, non in vista di una professione, ma per la completezza della conoscenza e delle abilità.

Arte ed educazione

 Arte ed educazione presentano dei punti in comune, atteggiamenti che caratterizzano sia l’artista che l’educatore. In primo luogo l’irripetibilità: così come l’artista fa emergere l’unicità e l’originalità della sua opera d’arte, anche l’educatore si impegna a promuovere le risorse di ciascuno, i talenti dell’educando, riconoscendogli una dimensione unica e irripetibile. In secondo luogo,  l’atteggiamento di accettazione dell’altro, ossia il riconoscimento della dimensione dell’alterità e la disposizione interiore all’incontro. Ancora, l’empatia, la partecipazione al mondo dell’altro restando se stessi, nonché la possibilità di cogliere ciò che si è in potenza, ciò che si può diventare. Infine, la reciprocità: l’incontro con l’altro, con il “diverso da me”, ci cambia, ci presenta una nuova prospettiva.

L’arte, nelle sue diverse forme, è momento di condivisione, pertanto consente anche l’educazione alla socializzazione.

Altro aspetto costitutivo dell’educazione artistica sta nel suo valore emotivo: l’arte veicola le emozioni. Musica, lettura, poesia, teatro, fotografia permettono a tutti, in modo particolare a ragazzi e giovani, di esprimere se stessi, mettendo in luce le parti più profonde di ciascuno.

L’educazione autentica è quella che si fa carico di tutte le possibilità cognitive, mentali, artistiche, estetiche, etiche e professionali dell’uomo, attraverso un processo che non vede mai la parola fine, ma che si protrae lungo tutto l’arco della vita, un work in progress.

Nel mondo di oggi, dove tutto corre veloce, dove la continua evoluzione è all’ordine del giorno, dove le informazioni viaggiano a velocità spaventosa, è quanto mai necessario sviluppare la capacità di apprendere ad apprendere: si tratta di un atteggiamento mentale caratterizzato dalla flessibilità, dalle capacità adattive e di rielaborazione dei curricoli formativi e professionali. Qui entra in gioco anche l’educazione alle forme artistiche, che stimola spunti, prospettive diverse, e mantiene desta l’attenzione, la curiosità, il volersi mettere in gioco di piccoli e grandi.

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